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Camellia
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Contents
• Note
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Etimologia
Il nome del generecite-ref-2[2], scelto da mwgwLinneo, deriva dal nome latinizzato del mwhamissionario mwhqgesuita mwhgGeorg Joseph Kamel (mwhw1661-mwia1706), e va considerato un omaggio, per il fatto che Kamel fu un grande mwiqbotanico. Esiste una certa confusione storica riguardo al ruolo di Kamel nell'introduzione della camelia in Europa, infatti egli studiò e documentò molte piante, ma lavorò principalmente nelle mwigFilippine e non in Giappone, dunque è improbabile che sia stato lui a importare la prima camelia. Inoltre, Kamel morì nel 1706, ben prima dell'arrivo documentato di queste piante in Europa che risale alla fine del mwiwXVII secolo e, più diffusamente, avvenne nel mwjaXVIII secolo. La loro introduzione è spesso attribuita a vari esploratori, commercianti e membri della Compagnia delle Indie Orientali (il primo esemplare in Italia, ad esempio, si ritiene che sia arrivato intorno al mwjq1760 alla Reggia di Caserta). Quindi, sebbene il nome scientifico del genere renda omaggio a Georg Joseph Kamel, non fu lui a portare fisicamente la pianta in Europacite-ref-3[3].
Descrizione
Il genere mwmgCamellia comprende piante a portamento arbustivo o ad alberello, sempreverdi, alte in natura fino a 15 metri. Le mwmwfoglie sono semplici alterne, di colore verde più o meno scuro secondo la specie, lucide e coriacee, a volte carnose e provviste di stipole e ghiandole aromatiche, con i margini lisci o crenati, di forma mwnaellittica, lanceolata o oblungo-lanceolata. I mwngfiori sono semplici o mwnwdoppi di colore bianco, roseo o rosso, privi di profumo o molto profumati, possono raggiungere i 20mwoa cm di diametro.
Sono piante adatte ai climi temperati e umidicite-ref-4[4].
Distribuzione e habitat
Nelle zone tropicali asiatiche viene coltivata estensivamente la mwrqmwrgC. sinensis mwrw(L.) O. Kuntze (= mwsaC. thea), le cui giovani foglie apicali sono raccolte e usate a scopo alimentare per la bevanda conosciuta con il nome di mwsqtè; tutte le innumerevoli varianti di tè (nero, verde, giallo, oolong, aromatizzato, eccetera) provengono dalla stessa pianta e dipendono solo dalle diverse lavorazioni delle foglie dopo il raccoltocite-ref-5[5]cite-ref-6[6]. La pianta fu introdotta anche in Nord America (mwugCarolina del Sud) dal botanico francese mwuwAndré Michaux attorno al mwva1890.
La specie più coltivata come mwvgpianta ornamentale nei giardini, parchi e viali, è mwvwC. japonica mwwamwwqL., originaria della mwwgCorea e del mwwwGiappone. L'arbusto raggiunge alcuni metri di altezza e presenta foglie persistenti e ovali di colore mwxaverde cupo lucente, fioritura tardo invernale e primaverile con fiori dai colori nelle varie sfumature dal mwxqbianco al mwxgrosso cupo, e grandi corolle a forma di mwxwrosa aperta e appiattita che, quando appassiscono, cadono a terra in un blocco unico e non sfiorendo petalo per petalo.
In Italia
In mwygItalia la camelia da fiore è stata introdotta per la prima volta alla fine del XVIII secolo nella mwywReggia di Caserta: la prima menzione documentaria certa risale al mwza1786 e riguarda la coltivazione di mwzqC. japonica nel giardino inglese da parte del botanico britannico John Andrew Graefer per la regina mwzwMaria Carolina d'Asburgo-Lorena, anche se la leggenda vuole che il fiore fosse arrivato lì già un decennio prima come pegno d'amore di mwaaHoratio Nelson a mwaqEmma Hamilton, al tempo moglie dell'ambasciatore britannico presso la corte borbonicacite-ref-ggi-7-0[7].
La coltivazione di mwbwC. japonica da fiore è diffusa nella zona dei laghi prealpini, dove è famosa la collezione di mwcaVilla Taranto sul mwcqLago Maggiore, in mwcgalto Piemonte, dove si trovano numerosi boschetti utilizzati per la raccolta dei fiori in boccio, e nell'Italia centro-meridionale e insulare, in particolare in Toscana nella zona intorno a mwcwSant'Andrea di Compito, frazione del comune di mwdaCapannori (LU), i cui terreni naturalmente acidi hanno favorito la coltivazione fin dal XVIII secolo e dove si svolge ogni primavera la manifestazione "Antiche camelie della Lucchesia"cite-ref-8[8].
mwegC. sinensis da tè invece è stata introdotta in maniera consistente solo negli mwewanni 2020 con una prima piantagione sperimentale a mwfaPremosello-Chiovenda (VB), che con le sue circa mwfq24000 piante è la seconda per estensione in Europa dopo quella di Chá Gorreana sull'isola di mwfgSão Miguel delle mwfwAzzorrecite-ref-9[9]cite-ref-10[10].
Tassonomia
Le specie più comuni sono:
• C. assimilis
• C. azalea
• C. brevistyla
• C. caudata
• C. chekiangoleosa
• C. chrysantha
• C. connata
• C. crapnelliana
• C. cuspidata
• C. euphlebia
• C. euryoides
• C. flava (Pitard) Sealy CurtisBotMag18:190.
• C. fleuryi
• C. forrestii
• C. fraterna
• C. furfuracea
• C. gilbertii
• C. granthamiana
• C. grijsii
• C. hengchunensis
• C. × hiemalis
• C. hongkongensis
• C. irrawadiensis
• C. japonica
• C. kissii
• C. lutchuensis
• C. miyagii
• C. nitidissima – camellia gialla
• C. nokoensisC.
• C. oleifera
• C. parviflora
• C. pitardii
• C. pleurocarpa
• C. polyodonta
• C. pubipetala
• C. rosiflora
• C. rusticana
• C. salicifolia
• C. saluenensis
• C. sasanqua
• C. semiserrata
• C. taliensis
• C. transnokoensis
• C. tsaii
• C. tunghinensis
• C. vietnamensis
• C. × williamsii
• C. yunnanensis
Coltivazione
mwlgC. japonica è pianta subtropicale e ama quindi mwlwestati piovose e mwmainverni asciutti; tuttavia è resistente al freddo, sino a mwmq-15 °C; teme il vento freddo (che la dissecca) e il ristagno d'mwmgacqua (che fa marcire le radici), per il resto si adatta a qualunque esposizione. Tuttavia, poiché i fiori, soprattutto se chiari e doppi, marciscono sulla pianta, è ideale la penombra.
In piena terra, vuole mwnaterreno acido o almeno neutro, non riccocite-ref-11[11].
In vaso, vuole mwogtorba, terra di bosco e foglie, di castagno o d'erica, riparandola in serra d'invernocite-ref-12[12]. Va mwpwrinvasata almeno ogni due anni. Ama molto i terreni vulcanici e senza ristagni d'acqua, in particolar modo terreni di origine effusiva molto sabbiosi (pozzolana o pomice) con alto tenore di silicio. Ciò spiega la buona vegetazione che hanno queste piante nei terreni vulcanici di Lazio e Campania. Pianta che non sopporta terreni e acqua con calcare, argillosi e asfittici con un mwqapH alcalino o subalcalino (talvolta anche mwqqpH 7) mostrando segni evidenti di clorosi ferrica e marciume radicale che ne determinano la morte. Nelle zone troppo soleggiate o troppo fredde d'inverno spesso la mwqgC. japonica soffre di bruciature fogliari causate rispettivamente dal sole o dalla neve che vi si poggia sopra. Essendo una pianta di sottobosco non necessita di luce solare diretta, ma diffusa, oppure di ombra sotto grandi alberi che mantengono l'aria umida. Evitare di esporre la pianta a intense correnti di vento prolungate nel tempo. L'acqua fornita alla pianta deve essere piovana o demineralizzata per evitare un innalzamento del valore di pH sopra il valore di 6,5 circa.
Data la crescita molto lenta di queste piante, la mwsapotatura deve essere sempre cauta, a meno che non si voglia far ripartire da zero una pianta troppo accresciuta. La potatura di formazione va fatta subito dopo la fioritura, selezionando tra i nuovi getti quelli che si vogliono tenere, lasciando almeno una mwsqgemma. La potatura di pulizia (rami morti o danneggiati, o in eccesso) può essere fatta in qualunque stagione.
Avversità
Teme i geli intensi e prolungati, il ristagno d'acqua può provocare il marciume radicale.
Note
cite-note-powo-11. ↑ mw3a(mw3qmw3gEN) mw3wmw4aCamellia, su mw4qPlants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. mw4gURL consultato il 17 ottobre 2023.
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cite-note-33. ↑ mw7gmw7wBorghesi, Angela., La camelia, Laterza, 2019, ISBN 978-88-581-3885-4, OCLC 1141572716. URL consultato il 26 dicembre 2020..
cite-note-55. ↑ mwaqemwaqimwaqmCamellia Sinensis: un’unica pianta, tante varietà di tè, su mwaqqDarmar - Tea Company. mwaquURL consultato il 10 marzo 2023.
cite-note-66. ↑ mwaqkmwaqomwaqsScopriamo la pianta del tè, su mwaqwGiusmìn. mwaq0URL consultato il 10 marzo 2023.
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cite-note-88. ↑ mwarkmwaromwarsAntiche camelie della Lucchesia, su mwarwAntiche camelie della Lucchesia. mwar0URL consultato il 10 marzo 2023.
cite-note-99. ↑ mwasemwasimwasmLa piantagione, su mwasqLa Via del Tè. mwasuURL consultato il 10 marzo 2023.
cite-note-1010. ↑ mwask(mwasomwassEN) mwaswmwas0Where Tea Grows in Europe, su mwas4Kill Green. mwas8URL consultato il 10 marzo 2023.
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cite-note-1212. ↑ mwatomwatsmwatwPiante da vaso: Camellia, Camelia, Camellia japonica, Camellia reticulata, Camellia saluenensis, Camellia sasanqua, Camellia taliensis, Camellia x williamsii, su mwat0agraria.org. mwat4URL consultato il 2 giugno 2021.
Voci correlate
• mwauiFloricoltura
• mwauqGiardinaggio
• mwauyLa signora delle camelie
• mwaugPianta ornamentale
• mwauoCammello
• mwauwOlio di semi di camelia
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Collegamenti esterni
• mwaveSocietà Italiana della Camelia, su cameliaitaliana.it.
• citerefbritannica-com(EN) Camellia, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcatalogue-of-life(EN) Camellia, su Catalogue of Life.
• citereffossilworks-org(EN) Camellia, su Fossilworks.org.
• citerefgbif(EN) Camellia, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
• citerefgrin(EN) Camellia, su npgsweb.ars-grin.gov.
• citerefipni(EN) Camellia, su International Plant Names Index.
• citerefitis(EN) Camellia, su ITIS.